Per il risanamento dei siti contaminati, attraverso l'eliminazione o l'inertizzazione delle sostanze presenti nel suolo o nelle acque di falda, EDF Fenice impiega tecnologie specifiche - comunemente suddivise in chimiche, fisiche, termiche e biologiche - funzionali alle caratteristiche del sito e del tipo di inquinamento.
| Chimico-fisico | SOIL WASHING | Suoli inquinati da IDROCARBURI, PESTICIDI e METALLI PESANTI | Ex Situ |
Il soil washing è una tecnica ex situ che si basa sulla separazione del contaminante dalla matrice attraverso un processo di lavaggio in soluzione acquosa. Le tappe del processo sono: escavazione del terreno, rimozione dei detriti, aggiunta di acqua ed agenti estraesti, filtrazione e lavaggio. Ci sono due modi di rimozione dei contaminanti:
- Per dissoluzione o sospensione degli stessi nella soluzione acquosa;
- Per concentrazione degli stessi attraverso separazione per gravità o per "attrition scrubbing".
7. Costi di riferimento
I costi per questa tecnica variano da $50 a $250 per tonnellata di terreno trattato.1mc di terra = 1tonnellata (a spanne, circa)
PANORAMICHE SUI METODI:
http://www.biologia.unibo.it/NR/rdonlyres/F59347A5-7D4D-4A85-B8E6-9479379FFA58/92043/BerselliRuolodiagentimobilizzantipiogeninellabonif.pdf
2.6 TRATTAMENTI BIOLOGICI
I trattamenti biotecnologici di decontaminazione dei suoli necessitano di
microrganismi specializzati in grado di metabolizzare l’inquinante
convertendolo in un prodotto meno tossico e meno mobile. In genere si
sfrutta la biomassa indigena e quindi già presente nel terreno potenziandone
l’attività mediante addizione di acqua, ossigeno, nutriliti ed eventualmente
agenti capaci di aumentare la biodisponibilità degli inquinanti e quindi in
grado di favorire il loro abbattimento. Quando non è possibile sfruttare la
biomassa indigena si può inoculare il terreno con colture specializzate
isolate da altri suoli contaminati dallo stesso composto o selezionate in
laboratorio (Andreottola e Tatàno, 1997).
Il trattamento biologico dei suoli presenta molti vantaggi rispetto ai sistemi
chimico-fisici: i costi sono più contenuti e i consumi di energia inferiori;
inoltre al termine del trattamento il terreno risulta boiologicamente attivo e i
rischi d’inquinamento delle acque sotterranee e dell’atmosfera sono ridotti.
http://www.image.unipd.it/iat/ASA/Dispense%20e%20Articoli/8%20Sbaffoni%20-%20dispensa%20siti%20contaminati.pdf
I trattamenti biologici si basano sulla decomposizione delle molecole organiche ad opera
dell’attività metabolica di microrganismi naturalmente presenti nel suolo (colonie autoctone)
ovvero ivi opportunamente inoculati (colonie alloctone); in entrambi i casi è generalmente
necessario garantire la presenza di sostanze indispensabili per il sostentamento dell’attività
batterica (nutrienti, donatori di elettroni per i metabolismi aerobici ed accettori di elettroni per
quelli anaerobici) e di adeguate condizioni ambientali (pH, temperatura, Eh) al fine di
accelerare processi che altrimenti potrebbero risultare estremamente lenti. All’interno della
classe dei trattamenti biologici vengono anche inclusi quei processi finalizzati alla
concentrazione degli inquinanti all’interno di matrici biotiche, rappresentate in genere da
piante o alghe (phytoremediation); tali processi trovano spesso impiego nella rimozione di
inquinanti inorganici, quali i metalli pesanti, che facilmente vengono assunti dalle piante
tramite l’apparato radicale
http://ambiente.provincia.milano.it/bonificheonline/Doc/Tec/TecnicheTrattamento.htm
è un indice interattivo di tutte le tecnologie disponibili
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