giovedì 14 luglio 2011

terreni inquinati- fitorimediazione

http://etd.adm.unipi.it/theses/available/etd-04112007-183459/
salvonico@xposta.it
Oggetto dello studio è la ricerca sperimentale e l’analisi delle potenzialità della fitoestrazione dei metalli dal terreno. Lo studio si compone di due parti: una parte sperimentale, ed una di analisi teorica.
tesi di laurea ingneria milano con allegati


http://www.disat.unimib.it/index.php?option=com_content&view=article&catid=74&id=297&Itemid=200&lang=it


Caratterizzazione e recupero di aree contaminate
Nel corso del 2009, è proseguita la sperimentazione di trattamenti in situ e on site tramite phytoremediation, per la bonifica di un’area contaminata da metalli pesanti, presente nel sito dell’ex-depuratore di Inveruno, in provincia di Milano. L’obiettivo della ricerca è quello di verificare la possibilità di ridurre la contaminazione da metalli pesanti (CrIII e As) entro i limiti di colonna A della Tabella di cui al D.M. 152/06.
Sulla superficie dell’area dedicata alla phytoremediation on site sono stati messi a dimora arbusti di sambuco, con l’intento principale di intervenire sulla contaminazione da cromo, mentre per la phytoremediation in situ sono state scelte delle felci, particolarmente adatte all’assorbimento dell’arsenico. Nel corso del 2009 sono stati prelevati e sottoposti ad analisi chimica campioni di terreno, alla profondità di circa 0,5 m: su tali campioni sono state determinate le concentrazioni di metalli pesanti (As, Cr, Cu, Zn, Pb) e di idrocarburi (C>12 e C<12). Nel corso del ciclo vegetativo annuale il monitoraggio della sperimentazione è stato condotto seguendo, da un lato, l’evoluzione della concentrazione dei metalli nel terreno e, dall’altro, lo stato degli arbusti e l’evoluzione dell’eventuale presenza di metalli, nell’apparato radicale e nella parte aerea delle piante.
In merito al trattamento on site è iniziata una sperimentazione con specie vegetali “alternative” in una piccola porzione dell’area precedentemente dedicata unicamente al trattamento con i sambuchi. Sulla base dei risultati riportati in letteratura sono state scelte essenze a ciclo vegetativo annuale che iperaccumulano i metalli non solo nelle radici, ma anche nelle parti aeree, provvedendo all’estirpazione con successivo reintegro di nuove piante al termine di ciascun ciclo. Le specie arbustive-erbacee a ciclo annuale che hanno mostrato la migliore efficienza di fitoestrazione e che sono risultate maggiormente idonee alla sperimentazione sono Brassica juncea (senape indiana) e Helianthus annuus (girasole).

Il rimedio di suoli ed acque contaminati con metalli pesanti,  organici, e eccesso di
nutrienti: processi biologici utili nella rizosfera delle piante
Angelo Massacci 
Primo ricercatore Istituto Ricerche sulle Acque Consiglio Nazionale delle Ricerch

Il Progetto Europeo GREENLAND: Una soluzione verde per la gestione di suoli e e
siti contaminati da metalli pesanti
Giancarlo Renella, Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali, del Suolo e dell'Ambiente
Agroforestale, Università degli studi di Firenze, P.le delle Cascine 28, 50144 – Firenze.








http://www.salveminivirgilio.eu/documenti/Infea%20CD/nuovi_metodi_di_bonifica.htm
a fitorimediazione , ovvero l’utilizzo di specie vegetali per la decontaminazione dei suoli, delle acque, dei fanghi e dell'atmosfera da metalli pesanti e/o da sostanze organiche di sintesi, dimostratasi una tecnica innovativa, affidabile, ecosostenibile ed applicabile su larga scala .
https://sites.google.com/site/paesaggioeambiente/1-inquinamento/bioremediation

Sin dall’inizio della vita sulla terra, i microrganismi sono venuti in contatto con metalli tossici presenti sul pianeta, quindi hanno sviluppato meccanismi di resistenza (operoni – promotori – repressori). Quindi  TUTTI I MICRORGANISMI CONTENGONO GENI PER LA RESISTENZA A IONI METALLICI TOSSICI.
Le quattro fasi di crescita dei microrganismi:

      Incubazione: la biomassa si deve acclimatare al nutriente presente e la sua crescita è quasi nulla.
      Crescita esponenziale: una volta adattata al substrato, la biomassa cresce con ritmo proporzionale alla disponibilità del substrato.
      Stasi: la crescita raggiunge un livello per il quale il substrato rimasto non è sufficiente a sostenere un ulteriore sviluppo delle colonie microbiche.
      Decadimento: mancando il substrato, nella biomassa prevalgono i metabolismi endogeni, con consumo di sostanza ossidabile all’interno della biomassa, fino alla sua estinzione.



POTENZIATORE PER BIO AKSXTER M31
specifico per la bonifica del terreno

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